Intervista ad Alessandro Sperduti

[ 30 novembre 2009 , ore 13:04 ]

Di seguito riportiamo la trascrizione della video intervista ad Alessandro Sperduti.

Come descriveresti il tuo personaggio?

Gabriele è un ragazzo semplice e simpatico che inizialmente non riesce a prendersi le proprie responsabilità e non riesce a fronteggiare un peso tale come la perdita dei genitori di Allegra. Pensa molto a se stesso e non riesce a prendersi cura di lei come vorrebbe. Poi grazie all’amore che prova per Allegra inizia a maturare e a prendere delle posizioni ben precise.  

Che rapporti ha con gli altri protagonisti?

Ha la sua migliore amica Nicoletta con cui ha un rapporto molto intimo e confidenziale in cui basta uno sguardo per capirsi immediatamente. Poi ha Allegra, con cui inizia una storia d’amore profonda e importante. Ma per il resto è un personaggio poco espansivo con gli altri, è troppo preso da se stresso e dalle sue ambizioni, per cui oltre a queste due relazioni fondamentali non ha grandi legami.  

Cosa ti ha spinto a fare questo film?

Fin dalla prima lettura del copione mi sono affezionato al ruolo di Gabriele perché ha una personalità bella e intraprendente, con i suoi difetti. Ero curioso di intraprendere questo viaggio e l’ho fatto con entusiasmo.  

Com’è stato lavorare con Luis Prieto?

È stata una bellissima esperienza. Oltre ad essere un bravissimo regista, abbiamo stabilito con lui una grande intesa. Ci ha seguito fin dall’inizio anche nella fase preparatoria del film e mi ha aiutato particolarmente nell’analisi del personaggio, spingendo sia me che Chiara per tutto il tempo a dare corpo alla chimica fra noi due e alla nostra storia d’amore. 

Qual è stata la scena più significativa?

Quella del campetto da basket in cui avviene la litigata tra noi due, il picco massimo della storia d’amore, il punto massimo di tensione che c’è nel rapporto con Allegra. Era un modo di affrontare una discussione che personalmente non mi appartiene più di tanto quindi è stata una sfida molto interessante. La tensione la avvertivo moltissimo ma grazie a Luis, a Chiara e alla troupe in generale l’ho superata.  

Qual è stata la scena più difficile?

La scena più significativa secondo me è quella in cui per la prima volta fanno l’amore perché è una scena tenera e romantica. Simboleggia l’imbarazzo della loro prima volta, è un momento magico del loro rapporto e della loro vita, in generale. E anche perché è una scena che in un certo senso rivela un lato più profondo e nascosto dei due personaggi che si vede un po’ meno nel resto del film.

Alessandro Sperduti

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