Come descriveresti il tuo personaggio?
Luisa, il personaggio che interpreto, è una donna sognatrice e romantica. Una persona gioiosa che vede il bicchiere sempre mezzo pieno: nonostante abbia una relazione con un uomo sposato, Federico, è convinta che prima o poi lascerà la moglie per lei. E’ una persona semplice che abbiamo pensato (nel film non è esplicitato) provenga non proprio da Roma centro ma da un paesino più piccolo e che sia rimasta sempre un po’ sotto una campana di vetro, con un’educazione molto all’antica. È sicuramente un personaggio dai colori pastello, non dalle tinte forti o esasperate, colori tenui come il verde acqua o il lilla. E linee morbide, con una particolare attenzione ai fiori, ai tessuti morbidi come la seta con fantasie tenui. Sicuramente si contrappone ad Allegra: teenager dura, tosta e chiusa alla vita. Si tratta di due personaggi complementari; li abbiamo costruiti così, intersecando l’una nelle caratteristiche dell’altra, un po’ come uno specchio.
Che rapporti ha con gli altri protagonisti?
Con Allegra c’è un rapporto di reciproca protezione: da un lato Luisa la protegge, nel senso che la accoglie in casa e cerca di starle vicino in un momento estremamente difficile per lei, dall’altro è Allegra stessa a proteggere Luisa e a farle vedere diversi aspetti della vita, stimolandola a “crescere”.
Sono comunque due donne allo specchio, caratterialmente opposte: una più spigolosa più chiusa, Allegra, l’altra più allegra e aperta ai cambiamenti, Luisa. Il rapporto con il resto del cast, invece, viaggia su binari più classici: con le amiche c’è una conoscenza talmente approfondita che possono dirsi sorelle, mentre con Giovanni c’è tutta la progettualità e le illusioni tipiche della neocoppie. Con Gabriele, infine, ha un rapporto soltanto di riflesso ad Allegra, ma lo reputa un bravo ragazzo ed è felice per lei.
Cosa ti ha spinto a fare questo film?
Leggendo il copione la cosa che mi ha colpito immediatamente è che i due personaggi portanti siano due donne. Il film, infatti, è sì una storia d’amore ma non solo; c’è anche una bellissima storia d’amicizia e di rispetto di due donne che si cercano, si proteggono e si trovano a vivere insieme per uno strano caso del destino. L’altra ragione che mi ha spinto a fare questo film è stato proprio Luis Prieto. Anche se inizialmente avevo dei dubbi su alcuni aspetti del mio personaggio, ne abbiamo discusso insieme, ho potuto dire la mia e fare i miei commenti e Luis li ha accettati con estrema intelligenza. Alla fine la storia ha preso sfumature diverse, un po’ anche grazie alle mie impressioni. È un regista attento e sensibile, con una grande voglia di fare un film ricco che avesse in sé il dramma e la commedia, un film equilibrato ma ambizioso. Per questo ho accettato il ruolo.
Com’è stato lavorare con Luis Prieto?
Come dicevo, inizialmente ci siamo studiati a lungo, poi abbiamo iniziato a lavorare insieme sul personaggio e Luis mi ha guidata per trovare la giusta equazione tra energia e positività, ma anche tra l’essere sognatrice e un po’ tonta, così come abbiamo definito, scherzando, Luisa. Abbiamo stabilito una relazione di comprensione e fiducia reciproca e abbiamo lavorato molto bene insieme.
Qual è stata la scena più difficile?
Forse è stata quella del dialogo tra me e Giovanni quando lui mi lascia. È stata una scena un po’ spinosa con una grande drammaticità al suo interno, però poi abbiamo trovato una bella chiave interpretativa. All’inizio era previsto un altro finale: una volta andato via Giovanni io mi sarei dovuta sedere al suo posto sul divano e avrei dovuto iniziare a guardare le foto, la mia e quella di Allegra in maniera pensosa ma io ho proposto a Luis di sfumare questi pensieri finali e di terminare la scena solo con il crollo fisico di Luisa. Abbiamo cercato un finale plausibile e vero.
Qual è stata la scena più bella?
La scena più bella in cui mi sono emozionata sul serio é stata quella del camera car quando Allegra mi porta a partorire e intoniamo insieme una canzone di Umberto Tozzi, perché è una scena significativa e toccante: si avverte la presenza di Federico perché era la sua canzone preferita quindi nell’aria c’è amore e in più una nuova vita, quindi una nuova anima che ci avrebbe legato per sempre.
Claudia Gerini
Commenti recenti